Un percorso di cambiamento: il colloquio psicologico e psicoterapeutico


Molte volte mi sento chiedere in che cosa consiste un colloquio psicologico e psicoterapeutico e di cosa si andrà a parlare. In questo articolo desidero esprimere in cosa consiste, secondo me, il processo di cambiamento e il colloquio psicologico.


CREDENZE ed EMOZIONI verso il cambiamento

Comincio col dire che il colloquio psicologico è un primo passo verso il cambiamento: la CRESCITA. Esso rappresenta proprio la prima parte su cui si posa il desiderio di voler qualcosa di più da se stessi. Questo momento è costernato da una moltitudine di emozioni di PAURA, di ANSIA e di AGITAZIONE. Sentimenti genuini, umani, che si provano proprio perché non conosciamo tutto di noi, dei nostri limiti e delle nostre risorse, delle nostre capacità o del nostro potenziale d’essere.

Proprio per nostra natura, “l'IGNOTO” ci fa evitare di intraprendere quel percorso, quella strada buia che non conosciamo. È un meccanismo difensivo: si evita quello che potrebbe farci perdere l’equilibrio. Ma questo equilibrio significa stare bene? Vuol dire LIBERTÀ? O questo EQUILIBRIO sta semplicemente definendo dei limiti che non si possono superare sennò si rischia di cadere?

Iniziare un percorso di cambiamento a livello relazionale significa fare dei torti, TRADIRE dei patti: affrontare il peso del senso di colpa. Questo perché per molto tempo si sono mantenute quelle MASCHERE, quei ruoli che ci rendevano tutto familiare e forse ci aiutavano solo nel sentici VISTI da qualcuno da cui vogliamo essere riconosciuti e apprezzati. Proprio queste sono le trappole. Siamo tutti BRAMOSI DI ESSERE ACCETTATI, accolti, nella nostra unicità. Ma l’unicità è illusoria perché ci sforziamo solo di GESTIRE LA RELAZIONE (vicinanza-lontananza) con chi ci circonda e il desiderio di sentirci riconosciuti per ciò che siamo, cedendo a compromessi a discapito di noi stessi, per salvaguardare la vicinanza dell’altro. Questa non è libertà.

La psicologia ha fondato i suoi radicamenti su studi evoluzionistici e antropologici parlando del fatto che tutti, nessuno escluso, è alla ricerca costante della RELAZIONE con l’altro. Senza contatto e AMORE il neonato non sopravvivrà per più di qualche mese e nel periodo adulto senza relazioni si rischia di soffocare, di gelare: di MORIRE DENTRO. È proprio per questo motivo che per certi versi siamo PARALIZZATI: IMPRIGIONATI nella nostra ROUTINE relazionale e lavorativa, nelle nostre attività quotidiane e difficoltà, che non casualmente SI RIPETONO in termini di EMOZIONI e SENSAZIONI provate. Si dovrebbe quindi tendere nel ricercare consapevolmente tutti quei contesti e quelle relazioni che mirano alla CRESCITA e alla STIMOLAZIONE CREATIVA di noi stessi, senza limitarci o per qualche verso imprigionarci.


Il RUOLO e i COMPITI dello psicologo

Lo psicologo NON È UN GIUDICE, che va a definire cosa è giusto o cosa è sbagliato, ma cerca di comprendere e guidare la persona che ha davanti verso il VERO, la PUREZZA delle caratteristiche personali che si possiedono, ma che purtroppo e per diversi motivi, o si sono dimenticate oppure non ci si è mai veramente resi conto delle proprio POTENZIALITÀ.

È dunque un lavoro impegnativo e delicato, che necessita della massima MOTIVAZIONE e impegno da parte della persona che viene in consulenza, poiché il solo lavoro dello psicologo non basta. Egli infatti, NON È UN MAGO o un MENTALISTA, che con un’occhiata, un abracadabra e uno schiocco di dita riesce a risolvere ogni tipo di problema nell'immediato. È la persona a mettersi in gioco, e con il tempo riuscirà a definire un nuovo sé, con modi di PENSARE, SENTIRE e AGIRE più ancorati alla SUA VERA ESSENZA. I risultati nel breve periodo saranno anche consistenti e molteplici, ma per raggiungere un modo di fare stabile è necessario tempo e DETERMINAZIONE.

I diversi comportamenti che possediamo e ripetiamo ad oggi sono stati tutti molto adattivi fino a qualche tempo fa. Ma la vita è impermanente e imprevedibile. Per questo è necessario disporre di un VENTAGLIO di modi di leggere la realtà il più fornito possibile, capace di distoglierci da comportamenti meccanici, e macchiati da interferenze passate che ci fanno agire sradicati dalla vivida realtà, e darci il piacere di ESSERE NOI STESSI. La consulenza lavora anche su questo ventaglio e, nel tempo, la persona motivata disporrà di capacità che gli permetteranno di essere CONSAPEVOLMENTE AUTONOMO, più vicina a se stessa, e a saper apprendere dal quotidiano, da ogni piccolo particolare, ampliando giorno dopo giorno, le possibilità che ha, e giungere verso una QUALITÀ DELLA VITA sempre più elevata.

Il cercare di risolvere il malessere interiore solo mediante l’uso di FARMACI è inutile. Anni di ricerche dimostrano che sul breve termine tale scelta porta a miglioramenti, ma appena si interrompe, la sintomatologia si presenta più invalidante e prepotente di prima. Questo perché il modo in cui si legge il mondo è rimasto invariato e purtroppo alla mente non si più mentire. Essa è una delle cose più potenti che esistono in natura e dobbiamo imparare a comprenderla per riuscire a direzionarla dove desideriamo. Secondo la mia esperienza, il trattamento farmacologico è solamente un facilitatore che permette di lavorare in modo più lucido durante la seduta psicologica, soprattutto quando si parla di psicopatologie conclamate. La psicoterapia, dal canto suo, invece, permette di apprendere e lavorare i modi di pensare, sentire e agire che dureranno per tutta la vita, senza essere dipendenti da nulla. Perché uno degli obiettivi è proprio quello di strutturare un IO FORTE e RADICATO che sia libero il più possibile da sostanze esterne e/o da blocchi personali. Per natura disponiamo di tutto per essere liberi e capaci.


Il processo di CRESCITA

Se ci mettiamo in gioco e cambiamo, che cosa ne sarà di noi? Chi diventeremo? E gli altri, che penseranno di noi? La libertà significa fare come ci pare e piace?

Il costo del cambiamento è davvero alto e se lo leggiamo in questi termini non conviene cambiare: “si è vero c’è qualche problemuccio. Anche quella sensazione a dire il vero non è il massimo, ma c’è di peggio! Non sono mica pazzo io”. Questo modo di pensare è una modalità difensiva, e allo stesso tempo una sorta di rigidità caratteriale, che ci porterà al lungo termine ad esaurirci, ad ACCUMULARE STRESS e ovviamente, SOMATIZZARE nel corpo. Le energie che investiamo sono tante per cercare di rimanere in equilibrio, ma, come si può intuire, è un equilibrio INSTABILE, LIMITATO e precario. In altri termini, questo modo di pensare non ci porterà a raggiungere i nostri sogni.

Un cammino psicologico è intenso, difficile e TORTUOSO. Presenta incognite ed è necessaria PAZIENZA e accettazione di noi stessi e di ciò che ci circonda. "Lacrime e sangue", purtroppo, per cercare di ricollocare dentro di noi tutte quelle parti sfocate e difficili da definire che ci lasciano a pochi centimetri dai nostri OBIETTIVI, con l’amaro in bocca perché non riusciamo a capire cosa ci “manca” o cosa non va. Se ci diamo la possibilità di provare qualcosa di effettivamente diverso e reagiamo alla vita con un prospettiva nuova, tutto in poco tempo prende UN'ALTRA LUCE e un altro colore. È importante però VOLER CAMBIARE prospettiva.

La paura del cambiamento diventa così la VITTORIA dell’essere. Non si cambia da quelli che si è, ma si diventa maggiormente SE STESSI, rafforzando le risorse e diramando i blocchi e i limiti che non permettono di viverci.


Gli OBIETTIVI del colloquio

Gli obiettivi da raggiungere in percorso di cambiamento, sono diversi, ovviamente. Al centro c’è la PERSONA, ed essendo tutti differenti, si cuce un percorso su di essa, come se fosse un ABITO, considerandone bisogni e speranze, aspettative e motivazioni, richieste e sensazioni. In linee generale si potrebbe però dire che si tende ad un BENESSERE. Si cerca quindi di rendere la persona CONSAPEVOLE il più possibile, così, da permettergli di tenere viva una sensazione ferma e solida che la RASSICURA e di cui può ancorarsi nei momenti di maggior difficoltà e stress quotidiano.

Si può pensare metaforicamente ad un VIAGGIO (che è la vita) e ad uno ZAINO dietro le spalle, pieno di ATTREZZATURE che ci aiutano continuare la nostra escursione (queste sono le risorse le capacità che possediamo). Purtroppo però, non sempre l’attrezzatura di cui disponiamo basta e/o riusciamo ad utilizzarli nella maniera giusta. Delle volte alcuni strumenti devono essere adattati per permetterci di sopravvivere alle esigenze della natura, ma altre volte non sappiamo come fare o addirittura a cosa potrebbe servire quel determinato oggetto che possediamo nello zaino. È necessario per questo saper VEDERE L'OLTRE da quella strumentazione, conoscere gli strumenti e assemblarli tra loro, così da vivere ed ESPLORARE ancora e al meglio. È questa la terapia dal mio punto di vista. Un luogo di SCAMBIO e di SPERIMENTAZIONE, dove poter apprendere e rimodellare modi di pensare, sentire e agire che ci aiutano a proseguire questo viaggio chiamato vita, al meglio, così da raggiungere il nostro personale senso ultimo dell'esistenza.




Conclusione

Come si può quindi intuire da tutto quello che si è riportato in questo articolo, il cambiamento è davvero una cosa complessa. Ma ciò è necessario se ci pensiamo come persone che MERITANO quel qualcosa di più, che abbiamo sempre desiderato ma che non siamo mai riusciti ad ottenere, e non solo per sentire l’intero amplesso del nostro essere, nel pieno delle nostre emozioni.

La terapia È PER QUEL BAMBINO IMPRIGIONATO NEL PETTO, che desidera uscire fuori ma che non sa come fare. È per i SOGNATORI di ogni tempo che VOGLIONO PERMETTERSI UNA VITA MIGLIORE.

Quando si prova un FASTIDIO, un movimento interno o un qualcosa che ci lascia l’amaro in bocca tendiamo a passarci avanti, ma questi sono tutti segnali che con il lungo termine tendono a RADICARSI e a rendere la quotidianità più COMPLESSA. Quelle stesse sensazioni sono anche porte, le stesse porte di uscita che ci portano via dà un senso di insofferenza per vederci splendere liberamente. Anche la sintomatologia fisica è, spesso,un derivato psicologico, è quindi necessario comprenderlo il prima possibile, così dargli forma e intervenire al più presto. Sorgono limitazioni, insofferenza, BLOCCHI e, infine, non riusciamo più a vivere sereni come un tempo nei diversi contesti che ci circondano: famiglia, relazioni affettivo-amicali e lavorative.

Se è presente tutto questo, potrebbe essere utile DARSI LA POSSIBILITÀ di una consulenza che orienti e doni, già dopo poco, degli spunti di riflessione utili per il cambiamento. Come ci ricorda Einstein, non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.


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