Il corpo che parla. Divenire protagonisti attivi del processo di guarigione


Il CORPO ci parla e il più delle volte non lo ascoltiamo. Lo sottoponiamo a sedute sempre più lunghe di crossfit, palestra o a qualsivoglia attività sportiva di ogni genere. Ci mettiamo a dieta con l’ultimo regime alimentare appena ideato e scoperto. A volte guardandoci allo specchio chiediamo aiuto a estetisti o a chirurghi estetici per modificare quella parte di noi che forse non ci convince abbastanza. Ci tatuiamo e ci trucchiamo. Insomma, sottoponiamo il nostro corpo a diversi stress e appena ci comunica qualcosa lo sediamo con una qualsiasi azione esterna (farmaci, massaggi, visite mediche specialistiche, ecc.) senza approfondire cosa realmente ci vuole comunicare. Perlopiù dopo tutti questi sacrifici non siamo nemmeno soddisfatti e forse il corpo stesso si “RIBELLA” e, tra un dolore e l’altro, non ci permette di esprimerci liberamente rispetto a quello che vogliamo fare.

La mia esperienza e lo studio mi hanno portato a credere, che tutte le malattie fisiche, hanno una derivazione psicologica (oltre che genetica) e sono il significato di qualche altro messaggio implicito che portiamo avanti e a cui non stiamo dando abbastanza rilievo. In questo articolo andrò a definire il mio modo di vedere la malattia somatica e quali sono gli interventi di prevenzione che si devono tenere a mente per cercare di anticipare il manifestarsi del disturbo somatico e come intervenire su “quel dolore” o diagnosi medica che ci assilla da tempo. Vorrei aggiungere, prima di cominciare nell'articolazione della mia tesi, che tale articolo non si pone con sguardo di sfida o scredito verso la scienza medica, ma a sostegno di essa, focalizzando l'attenzione su un modo alternativo di leggere la malattia somatica.

Cos’è la psicosomatica e cosa studia

Lo studio delle malattie somatiche fa parte di è una branca di ricerche che cercano di unire il mondo MENTALE e astratto, con quello FISICO e concreto. Secondo questa disciplina il corpo e la mente sono strettamente interconnessi e considerano il sintomo fisico e il disagio psichico come due lati della stessa medaglia. Quindi in altre parole il somatico e lo psichico esprimono la STESSA REALTÀ, ma su livelli differenti.

Lo studio delle malattie somatiche, è un mondo molto ampio. Le correnti di pensiero sono diverse, e alcune anche discordanti tra di loro, ma quelle che riportano una maggior mole di informazioni qualitativi e quantitativi sono tutte quelle discipline olistiche che vedono l’uomo come interezza tra corpo e mente, cercando di andare oltre il visibile. Tali correnti considerano l’uomo come un unico elemento, condizionato contemporaneamente dalla sua parte somatica/fisica, dalla parte mentale/psichica e quella spirituale/ancestrale allo stesso momento: proprio come se fossero delle dinamiche vive che si influenzano reciprocamente. Queste discipline, quindi, si pongono l’obiettivo di comprendere la natura del disturbo somatico presentato, ascoltando, in base al SIGNIFICATO che la persona attribuisce ad esso, quello che potrebbe comunicare il corpo a chi lo presenta. È necessario per questo comprendere questi tre ambiti su cui ognuno di noi possiede più o meno consapevolmente:

  • Il mondo FISICO è la parte concreta e materia del nostro corpo. Essa è legata al modo in cui agiamo fisicamente nel mondo a livello comportamentale e oggettivo: attività sportive, abitudini quotidiane, il mangiare, ecc.;

  • L'aspetto MENTALE sono presenti le emozioni, i sentimenti e modi di pensare e di credere che portiamo avanti e che ci guidano nella vita di tutti i giorni: è il modo con cui leggiamo e sentiamo il mondo che ci circonda e come decidiamo di agirci sopra;

  • La dimensione SPIRITUALE è presente in ognuno di noi e non fa riferimento solo alla sfera religiosa. Fanno parte di questa categoria tutti quegli elementi che riguardano i valori, gli scopi di vita e le nostre idee più astratte di chi siamo. È una parte dell’aspetto identitario e si costruisce con il tempo, perseguendole per tutta la nostra esistenza.

Queste tre dinamiche personali, si vanno ad intrecciare con il mondo, con il sociale e con quei modi di pensare culturali che sono tipici di ogni contesto soggettivo; senza dimenticare il micro-cosmo che ci circonda: il familiare, la rete amicale-affettiva e il lavoro.

Lo studio delle reazioni somatiche, a qualsiasi livello, sono molto complesse da comprendere, ma in tutte sono presenti degli accordi, dei fili che possono portare all’origine della problematica presentata e a intervenire per alleviarne la sintomatologia e eventualmente risolvere il problema somatico alla radice, rimanendo stupiti del POTERE DELLA MENTE.


A tutto c’è un perché

Il CORPO, come ho poco sopra espresso, ci parla e ci COMUNICA quello che sta succedendo intorno a noi. Quando qualcosa non va, il corpo ce lo dice usando il SINTOMO. Da semplici reazioni allergiche, influenze stagionali, coliche o il senso di nausea fino ad arrivare a malattia autoimmuni, cellule tumorali, insufficienze respiratorie, renali o cardiovascolari, sono tutte reazioni che rappresentano dei messaggi, delle informazioni che, se ascoltati, possono rivelare dei misteri e, che forse, non si pensavano di portare avanti. Ogni tipo di reazione somatica a qualunque livello di gravità si tratti, ha un SIGNIFICATO IMPLICITO che lo giustifica.

Ma questo significato da cosa deriva? Cosa fa sorgere una determinata reazione somatica o malattia? I modi di interpretare il sintomo sono infiniti, ma secondo quello che ho potuto considerare nella mia esperienza di vita e nella pratica clinica, molto è legato alle CREDENZE e ai SIGNIFICATI PERSONALI unici che fanno la differenza, andando a sollecitare la fuoriuscita di un qualche forma di sintomo somatico.

Le CREDENZE sono legati agli aspetti cognitivi e razionali di noi stessi. Le credenze che possediamo su di noi e sul mondo, ci guidano e ci permettono di rispondere a quello che ci circonda con coerenza e con l’unicità personale che ci contraddistingue, e, alle volte, le agiamo anche implicitamente. Le credenze si sono create mediante le RELAZIONI con le figure significative e continuano a plasmarsi per tutta la vita. Con queste credenze leggiamo il mondo e strutturiamo la nostra vita, in modo più o meno cosciente, formulando ABITUDINI e modi di relazionarsi con gli altri in maniera coerente. Ci creiamo, dunque, degli schemi di significato per vivere.

Queste CREDENZE sono tra le forze più potenti e prorompenti che la persona possiede. Le credenze che possediamo, INVIANO ripetutamente MESSAGGI e segnali al corpo, le quali lo influenzano e impostano a suo piacimento: il corpo è dunque un MEZZO, che ci permette di compiere e realizzare la nostra vita. L’effetto placebo è la prova di questo modo di pensare. In cui, il credere fa la differenza sul non credere in termini di efficacia durante la somministrazione di un farmaco o di una qualsiasi cura medica. È lo SPERARE e il credere in qualcosa di efficace che fa la differenza. È quindi questo il fondamento di tale ragionamento. Si può pensare anche alla percezione di PAURA e di come essa vada a influenzare negativamente il SISTEMA IMMUNITARIO. Il credere di essere contagiato da un qualsiasi tipo di virus, rende la persona più vulnerabile al contrarre quella malattia.

La nostra mente è pertanto, un mezzo di eccezionale potenza. Ma allora come mai ho questa malattia cronica? Porto avanti delle credenze sbagliate, visto che presento una malattia autoimmune? Le credenze sono degli aspetti legati alla parte cognitiva e razionale della persona, ma con la sola cognizione non possiamo vivere, se fosse così, saremmo tutte macchine. Per questo, insieme alle credenze, è vitale considerare l’aspetto SENSORIALE-EMOTIVO. Esso è da intendersi come un FLUSSO "ENERGETICO" che, più o meno consapevolmente, ci trasmette informazioni su quello che sta accadendo intorno a noi, così da AGIRE di conseguenza, considerando però tutto quello che riteniamo più o meno giusto a livello di credenza. Purtroppo, però, non sempre riusciamo a sentire la forza e l'AUTENTICITÀ delle emozioni, che il nostro lato istintivo ci manda per diversi motivi. Magari alcune emozioni abbiamo più difficoltà ad ESPRIMERLE, presupponendo, casomai, che abbiamo ricevuto una determinata educazione, o magari l’arrabbiarsi non è il nostro forte, o dovuto a dei blocchi, ecc. Ma, è proprio qui che nasce l’espressione somatica: il SINTOMO.

Volendo ridurre questo pensiero ai minimi termini, si può dire che nel momento in cui si percepisce una qualche EMOZIONE SPIACEVOLE in maniera COSTANTE e RIPETUTA nel tempo e NON ESPRESSA, può sorgere una REAZIONE SOMATICA.

Credenze e significati personali definiscono la nostra unicità, ma sono le emozioni che ci guidano e ci forniscono più informazioni su quello che siamo

Ma come mai non si riesce ad esprimere un’emozione? Questa difficoltà nell'esprimere l’emotività interiore è un qualcosa di davvero complesso da spiegare e necessita di uno studio individuale, cucito su ogni persona. Si può però pensare che le emozioni di base e i sentimenti, pur essendo uguali per tutti a livello percettivo, vengono espresse in modi, intensità e forme diverse. Questo accade perché ognuno di noi ha strutturato un quadro di credenze che gli permettono di rispondere in modo coerente al mondo che lo circonda, rimanendo su un piano di CONTROLLO esteriore, che lo fa sentire al sicuro. In altre parole, queste credenze strutturano, in forma generica, il modo, il tempo e l’intensità di espressione emotiva, andando a dare maggior priorità ad alcune emozioni rispetto ad altre. Ma è proprio qui che può nascere la trappola. Infatti, se a tali credenze che ci strutturano il quotidiano in maniera più o meno stabile, andiamo a considerare anche degli EVENTI STRESSANTI a cui siamo soggetti quotidianamente, le cose si possono complicare.

A tale ragionamento, va affiancato il concetto di TRAUMA. Ovvero, la vita di tutti i giorni può presentare un certo grado di richieste a cui noi tutti siamo chiamati a rispondere, ma alcune volte un evento, un fatto, può interrompere il consueto sviluppo personale, comportando un BLOCCO. Questo capita perché l’evento in se, richiede un DISPENDIO di risorse energetiche superiori a quelle che la persona possiede e si ha difficoltà nell'INTEGRARE tale accaduto nel suo mondo interiore: è un qualcosa che non si accetta. Basti pensare ad un lutto in famiglia, ad un licenziamento, un tradimento coniugale o ad una bocciatura. All’interno di questi esempi, possiamo inserire anche tutte quelle esperienze in cui la persona si è sentita minacciata da una condizione, a cui non ha avuto le forze di reagire: il trauma prende forme dei significati soggettivi della persona. Ciò può far sorgere nella persona un senso di SQUILIBRIO, di DISORIENTAMENTO generale, che scompensa la persona e tutta l’idea di sé che si è costruito fino a quel momento. Tali traumi, se non adeguatamente espressi e razionalizzati, possono essere uno "scivolo" per il radicarsi delle SOMATIZZAZIONI, poiché si affiancano a cambi di vita a cui la persona non è pronta a reagire o è semplicemente carente di quelle energie necessarie, per farne fronte.


L’insorgere di una malattia

Se, ad esempio, all’interno di una situazione lavorativa, sentiamo un peso allo stomaco, una sensazione di fastidio, un forte mal di testa, possiamo pensare che sta cambiando la stagione, oppure che è colpa dell’aria condizionata mentre eravamo al centro commerciale e noi siamo cagionevoli di salute, oppure che abbiamo mangiato male la sera prima. Tutto questo può risultare vero, e può avere un suo fondamento legato alle credenze. Ma è necessario domandarsi "come mai" proprio in quel momento ci è scattato quel dolore e "come mai" succede spesso dopo che ci siamo confrontati con il nostro capo: forse perché non ci sentiamo ascoltati da lui, oppure troviamo il suo modo di fare troppo lontano dal nostro: "è troppo arrogante per noi". Qui il corpo ci sta comunicando qualcosa che non stiamo esprimendo a livello emotivo. Se tale sensazione di fastidio e malessere comincia ad essere ripetuta nel tempo e nell’intensità, può trasformarsi a livello corporeo in una semplice un'influenza, che ci porta lontani dalla fonte del pericolo, fino a giungere, se tale sensazione di stress e fastidio si esprime anche in altri contesti della nostra vita (famiglia, amici, colleghi di lavoro, sogni infranti, desideri non espressi), può avere delle forme più gravi di espressione fisica.

Silenziare il corpo, tendendo le emozioni e le sensazioni in uno stato di stagnazione in più contesti: è questa l'origine della malattia somatica

Ma se in tale situazione di stress prolungato ci ritroviamo a dover affrontare una condizione di banca rotta inaspettata o la scoperta di un tradimento da parte del partner, la situazione peggiora notevolmente. È una condizione che richiede una notevole mole di energia per ristrutturarsi. Inoltre, se viene associato a uno stato di stress, come quello sopra espresso, può influenzare negativamente i MESSAGGI che vengono mandati al nostro corpo, fino scaturire una reazione somatica di qualsiasi tipo. Ma quindi come fare per affrontare un trauma e lavorare su uno stato di stress prolungato, senza che il nostro corpo ne rimetta le penne?


Affrontare una malattia

Una qualsiasi malattia somatica, come abbiamo finora visto, è il risultato di un qualche situazione di stress prolungato in diversi contesti e di un eventuale evento shock improvviso e inaspettato che lo accompagna. È necessario, quindi, affrontare il trauma e muoversi in modo PARADOSSALE e CONTROVERSO verso di esso.

Come abbiamo visto il trauma, essendo un evento imprevedibile e molto al di sopra delle nostre capacità abituali, racchiude in se diverse emozioni che sono bloccate a livello del corpo e che possono quindi giungere a formare delle reazioni e MALATTIE SOMATICHE. Ogni sintomo, sindrome e malattia ha dei CODICI DI INTERPRETAZIONE che devono essere letti in base ai significati soggettivi delle persone e ad alcuni valori biologico evolutivi. Le tracce sul nostro corpo, sono i segni indelebili di quello che pensiamo, sentiamo e racchiudiamo dentro di noi, ma che NON FACCIAMO USCIRE: sono la parte più autentica e sincera di quello che vogliamo essere. Tumori, malattie autoimmuni, problemi cardiovascolari, malattie croniche, intolleranze, allergie, sfoghi, ecc., parlano tutte il LINGUAGGIO PURO DELLE EMOZIONI e dei significati personali che non sono stati espressi dalle persone.

È per questo necessario, a livello preventivo, cominciare a pensare che durante la giornata siamo avvolti e costellati di diverse sensazioni, che ci GUIDANO. Questo non dobbiamo mai scordarlo. Le emozioni ci aiutano a leggere il mondo e ci mostrano la direzione che ci guida verso quello che vogliamo per noi stessi. Quindi, ascoltare le emozioni che viviamo quotidianamente, ed ESPRIMERE in maniera autentica la nostra vera natura e i nostri desideri, PREVERREBBE più della metà delle condizioni mediche di gravità medio-bassa. Se percepiamo delle SENSAZIONI SPIACEVOLI e di fastidio, SENZA DARGLI VOCE, in più contesti della nostra vita (vita sentimentale, frustrazione amicale, irrealizzazione lavorativa, incomprensione familiare), siamo più soggetti al RISCHIO, poiché il nostro corpo ci sta comunicando che non stiamo esprimendo quello che realmente sentiamo. In pratica il nostro corpo ci sta dicendo: “questa cosa non mi piace, non voglio che sia così”, oppure, “questa cosa mi ferisce, mi fa star male”. È per questo necessario cominciare con l’interrogarsi sui significati che ci sono dietro quell’emozioni e cercare di definire “cosa ci voleva dire quella sensazione/emozione". Dopo di ciò, forse si riescono a capire i motivi che ci hanno fatto sentire così, ed è per questo importante trovare un modo alternativo di REAGIRE, poiché la STAGNAZIONE EMOTIVA per diverso tempo può lederci da dentro e trasformarsi in altro. Dobbiamo per questo cambiare rotta, modificando il nostro modo di comportarci che ci permette, in quei specifici contesti, di esprimere noi stessi, senza essere costretti a schiacciare la nostra natura.

Se siamo vittime di un trauma improvviso e destabilizzante, che cosa può succedere? Siamo spacciati a priori poiché ci ammaleremo sicuramente? La risposta è no, ma dobbiamo essere attenti a come viviamo il trauma. È necessario DEDICARE uno SPAZIO in cui esso possa risuonarci dentro e viverlo con i suoi tempi, per poi CONTENERLO mediante la riflessione. Questo è un modo salutare per vivere un qualsiasi evento che porta al disorientamento, prevenendo così anche un’eventuale sintomatologia corporea.

Nell’ambito della guarigione da una malattia, qualsiasi sia la sua gravità e invalidazione sulla persona, il discorso è più complesso e articolato. Infatti, la MALATTIA, soprattutto CRONICA, è la rappresentante di un MESSAGGIO interno che si è registrato dentro di noi durante un evento traumatico ed è rimasto lì BLOCCATO. Tale messaggio bloccato dentro di noi, il più delle volte ci paralizza anche a noi, prendendo forma nel corpo fino a soccombere dentro esso. È per questo necessario osservare il messaggio registrato dentro di noi e comprenderlo nella sua vera natura. Esso per diverse ragioni ci hanno reso INERMI davanti al mondo, e FAR FLUIRE QUELL'ENERGIA BLOCCATA, ci permetterà di iniziare il processo di GUARIGIONE dalla malattia e AMPLIFICARE L'EFFICACIA TERAPEUTICA dei trattamenti farmacologici in atto. Compiere quell’azione che avremmo voluto fare, ma che non abbiamo avuto la forza di fare, confrontarsi con l’animale interiore: è così che si guarisce.

Questo processo richiede notevole CONOSCENZA di sé, CONSAPEVOLEZZA interna e dedizione nel mondo delle arti psicosomatiche, per riuscire a comprendere quei blocchi e ciò che si porta avanti senza saperlo. Dedizione e IMPEGNO per scavare nella “ferita” che ha generato la malattia mentale. Questo processo si può svolgere in maniera autonoma, ma prendersi un proprio tempo e un proprio spazio che possa gradualmente inserirsi nella malattia somatica, comprenderla, interpretarla ed agire, è una procedura molto complessa e articolata. Lo SPAZIO PSICOTERAPEUTICO, oltre a quello medico, è l’ambito migliore per definirne le sfumature, la gravità e la modalità di reazione. È infatti qui, che si deve GUARDARE IN FACCIA quello che teniamo bloccato e trovare un modo per DARGLI VOCE nella vita di tutti i giorni, per riprendere quella continuità e coerenza persa dall'EVENTO RIMASTO SOSPESO.


Conclusione

Vorrei concludere dicendo che gli argomenti trattati, mostrano solo uno della innumerevoli facce con cui può essere interpretata la malattia somatica. Inoltre, questo articolo ha il solo scopo divulgativo e le informazioni inserite sono state ridotte ai minimi termini e altri elementi, proprio per non rendere il tutto ancora più complesso e vago, sono state omesse (stili di vita, ereditarietà della malattia, epigenetica, ecc.). Tale visione non vuole porsi come sostitutiva alla medicina scientifica e/o ai trattamenti di cura che essa propone: è un diverso alleato. Infatti, la MEDICINA utilizza tutte le sue forze per contrastare la malattia dall’esterno, mediante l’utilizzo di trattamenti farmacologici o chirurgici, in cui la persona ha un ruolo perlopiù passivo. La visione OLISTICA proposta, oltre a interpretare i SIGNIFICATI celati dietro il SINTOMO, si pone come AMPLIFICATORE diretto dei procedimenti medici, poiché rende la PERSONA ATTIVA, agente nel suo personale processo di GUARIGIONE.

Lo studio della malattia somatica è un lavoro complesso, articolato e senza risposte standardizzate, ma solo visioni personali da indagare. Quello che però è chiaro è il fatto che le ENERGIE RACCOLTE nel nostro corpo NON SI DISSOLVONO, ma prendono altre forme. Forme che da qualsiasi punto la si guarda, sono NOCIVE per noi e per la nostra salute, ma portano avanti un messaggio, una NOTIFICA, NON LETTA e che non siamo riusciti ancora a codificare.

L’energia bloccata ci logora da dentro, ci rende inermi e impotenti quando si manifesta sotto forma di malattia. È necessario, quindi, uno spazio tutto suo dove poterlo osservare, SCOMPORRE e trovare un modo per far FLUIRE questo BLOCCO EMOTIVO rimasto SOSPESO. È un percorso mediamente lungo e comporta grande sacrificio, con un investimento di energie notevole, ma è necessario se vogliamo riuscire a GUARIRE, diventando PROTAGONISTI ATTIVI della nostra vita e della malattia che ci troviamo ad affrontare. Avere una SPERANZA nuova, mettendo in discussione credenze e significati personali, analizzando gli eventi difficili che non abbiamo digerito. Questa è una chiave per una vita sana, in salute e con in mano il POTERE DI SCEGLIERE.


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